Ci mancava solo di assistere allo scandalo di un prete che, alla testa degli ultrasinistri, contesta i bravi cittadini che si sono radunati a Genova per dire no alla moschea al Lagaccio. Ma non c’è troppo da stupirsi se il prete si chiama don Andrea Gallo, un soggetto che in passato confessò di portare le prostitute albanesi, rimaste in cinta, da qualcuno che le facesse abortire: per gli immemori “l’abominevole delitto” di aborto è punito con la scomunica latae sententiae che colpisce automaticamente chi lo esegue, chi lo richiede e chi ne è complice.
ONESTI CITTADINI. Forte di cotanta “guida spirituale”, un manipolo di estremisti di sinistra ha fronteggiato la manifestazione degli onesti cittadini che, nel tardo pomeriggio, si sono radunati in via Napoli dando vita ad una fiaccolata che ha attraversato il quartiere Lagaccio. Centinaia di persone, al termine del corteo, hanno applaudito il breve comizio del sottosegretario leghista Roberto Castelli.
COMIZIO DI CASTELLI. “Sono qui a manifestare contro la moschea – ha detto Castelli - per due motivi: sia perché si tratta di una decisione calata dall’alto sul quartiere, e poi perché prima di costruire una moschea dovrebbero dimostrare di accettare la nostra Costituzione e le nostre norme”. Un nutrito schieramento di forze dell’ordine in assetto da guerriglia urbana ha impedito che la popolazione del quartiere e i provocatori islamocomunisti venissero alle mani: da una parte e dall’altra sono volati solo reciproci insulti.
3MILA FIRME. Intanto la Lega Nord Liguria rende noto di aver già raccolto oltre 3mila firme contro la moschea tra gli abitanti del quartiere. I filo-maomettani di don Gallo, invece, si sono messi in mostra distribuendo focaccia senza strutto per non offendere gli islamici che, come da tradizione semitica, odiano il maiale.





