Un magistrato romano richiama all’ordine i giornalisti: siate professionali e finitela d'inventarvi violenze razziali inesistenti. La faccenda non è nuova, così da far pensare che aggressioni razziste o antisemite siano tutte balle. In questo filone non c’è una storia significativa che non sia inventata, come dimostrano innumerevoli precedenti: dal “pestaggio” del professore ebreo di Verona, Luis Marsiglia, che nell’ottobre del 2000 raccontò di esser stato picchiato dai naziskin ma cadde in contraddizione e confessò di essersi inventato tutto, finendo così condannato per simulazione di reato; al caso più recente, il “raid nazista” del Pigneto a Roma nel maggio dell’anno scorso, quando tutti i media si resero ridicoli parlando di “squadracce”, di “notte dei lunghi coltelli”, per la rissa nel negozio di un tunisino: anche in quel caso nessun razzismo, ma un uomo, un comunista con tanto di tatuaggio del Che Guevara, che spalleggiato da amici era andato a farsi restituire il borsellino rubato a una sua conoscente.
ANTIRAZZISMO COMPULSIVO. Niente odio razziale, ma l’antirazzismo compulsivo di politicanti e dei Pinocchi progressisti, quelli specializzati in bufale politicamente corrette, non finisce mai. Basta che un immigrato scivoli su una buccia di banana e subito gli strilloni urlano all’aggressione razzista, e certi sindaci da barzelletta deplorano e piangono. Così è dovuto intervenire un giudice, ad esortare giornalisti e politici ad un minimo di dignità, dopo gli attacchi isterici alla notizia della scarcerazione di tale Ivan Balzanella, 20 anni, arrestato per una lite con un immigrato bengalese.
LITE TRA SPACCIATORI. Il presidente del tribunale di Roma, Paolo De Fiore, in una nota ha spiegato: "Richiamo i giornalisti ad un impegno professionale che non cavalchi le emozioni ed esasperi le tensioni della gente”. Il fatto è, continua il magistrato, a differenza di quanto scritto dai giornali, che l’episodio tanto sbandierato come dimostrazione della cattiveria dei bianchi non ha nulla a che fare col razzismo, ma si tratta di “una banale lite tra spacciatori che si contendevano il territorio. Il Balzanella, inoltre, non ha compiuto il ventunesimo anno ed è assolutamente incensurato". Insomma, cari sparaballe, datevi una regolata.





