Ecclesia Catholica

Lunedì
6 Settembre
2010
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Povia linciato dai "malati" di omosessualità

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Le organizzazioni di omosex minacciano di dare l’assalto al festival di San Remo se non verrà censurata la canzone di Povia (quello che cantava i piccioni sul tetto) intitolata “Luca era gay”. Il testo non lo conosce nessuno, ma basta quell’imperfetto “era” a scatenare angosce e furori chi sostiene che l’inversione di tendenza è cronica e si porta dietro fino all’inferno. Aurelio Mancuso presidente dell'Arcigay, l’organizzazione omosessualista contingua al Pd, si è scagliato contro il povero Povia: “Il titolo già non sembra lasciare dubbi sul tema trattato e sulle posizioni dell'autore. Se Bonolis e il suo direttore musicale – minaccia - intendono mandare in scena uno spottone clerical-reazionario contro la dignità delle persone omosessuali, sappiano fin d'ora che la nostra reazione sarà durissima, rumorosa e organizzata”.

SOSTENITORE DELLA NORMALITA’. Mancuso è sicuro che la sua “censura preventiva” non sia fuori bersaglio: negli archivi dell’organizzazione, Povia risulta già schedato come pericoloso sostenitore della normalità. C’è un'intervista a Panorama, dove il cantante nella sostanza diceva che non si nasce sull’altra sponda, ci si finisce per certe circostanze, un po’ come si prende un esaurimento nervoso. L’importante è lasciarsi il peggio alle spalle, venirne fuori. “Anch'io ho avuto un periodo gay: è durato sette mesi e poi l'ho superato. Ed ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso si sono sposati”, aveva dichiarato Povia senza immaginarsi che per quelle sue parole sarebbe diventato un “sorvegliato speciale”.

PADRI DELLA PSICHIATRIA. Così quel titolo “Luca era gay” ha fatto scattare la massima allerta della “polizia” omosex. Manca poco al linciaggio. Su Facebook è comparso il gruppo “Non lasciamo che Povia canti di ex gay a Sanremo”. Nella homepage l’appello alla mobilitazione: “Formiamo un grande gruppo, e reagiamo compatti contro la Rai e chi di dovere. Non si può nel 2008 arrivare su un palcoscenico nazionale a sostenere che gay e lesbiche sono malati, sbagliati o immaturi”. Eppure, nonostante le imposizioni del pensiero unico e del linguaggio politicamente corretto (o meglio “politicamente corrotto”), psichiatri statunitensi attestano una percentuale altissima di guarigioni tra i pazienti che abbiano evidenziato devianze omosessuali. Ed è naturale che sia così, visto che i fondatori della psichiatria, Freud, Jung e Adler, hanno definito l’omosessualità una perversione contronatura, da curare come disturbo mentale.

VOLTAFACCIA DELL’OMS. Sino a una ventina d’anni fa, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) catalogava l’omosessualità tra le patologie psichiche. Poi, la categoria dei malati è diventata lobby politica organizzata, con una sorprendente capacità di muovere consensi, ottenendo che la propria condizione venisse legittimata come una specie di terzo sesso, addirittura invocando leggi puntitive per chi prova disgusto e repulsione (omofobia!) verso pratiche genitali improprie, diciamo quelle che la dottrina cattolica definisce contronatura. A sostegno delle cosiddette istanze gay c’è dunque un apparato politico interessato al voto della categoria e soprattutto orientato, per scelta ideologica “progressista”, alla demolizione dei valori tradizionali della civiltà. Così, applicando parametri dell’ideologia al campo sanitario, chi considera l’omosessualità come una devianza ora rischia (sembra uno scherzo) l’accusa di razzismo. Insomma, uscendo dalla sua piccionaia, Povia s’è cacciato in vespaio.

Last Updated ( Thursday, 19 February 2009 10:42 )  

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