
Ormai è un massacro indiscriminato quello che gli israeliani stanno compiendo nella martoriata striscia di Gaza: delle 30 persone ammazzate nelle ultime 24 ore dall’esercito ebraico, almeno 25 sono civili. Ammontano ad oltre 700 i palestinesi uccisi e 3.100 sono i feriti dal 27 dicembre, data in cui è iniziato il massiccio attacco in risposta ai razzi sparati dai membri del partito islamista di Hamas. Secondo fonti ospedaliere quasi metà delle vittime sono bambini e adolescenti.
OBIETTIVI CIVILI. Non stupisce l’elevato numero di morti tra la popolazione. Ad onta delle dichiarazione ufficiali, la realtà dimostra che gli israeliani non fanno alcuna distinzione tra obiettivi militari e civili. Anzi, sembra vi sia una netta preferenza per questi ultimi, anche quando sono bene identiticabili come la scuola di Jabaliya dove è avvenuto un autentico massacro. In realtà si apprende dalle agenzie che sono tre le scuole dell'Unrwa (l’agenzia Onu per la Palestina) centrate con assoluta precisione dai missili dell’aviazione ebraica. Una cinquantina le vittime, tutte civili, per lo più bambini, adolescenti e donne. La notizia è trapelata. E gli israeliani hanno immeditamente sostenuto che in quegli edifici erano asserragliati i partigiani di Hamas, versione smentita con decisione dallo stesso ente delle Nazioni Unite.
FAMIGLIA “CANCELLATA”. Dalla carneficina dei bombardamenti delle scuole dove erano stati allestiti punti di ricovero per la popolazione civile, l’orrore si sposta ovunque, specialmente sulle strade dove diventa un po’ arduo sostenere che vi fossero “guerriglieri asserragliati”. Un’intera famiglia è stata distrutta nei pressi di Beit Lahiya. Papà, mamma e due figlioletti cercavano scampo a quel mancello: l’auto su cui viaggiavano è entrata nel mirino del fuoco israeliano che l’ha “cancellata”.
LA VOCE DELLA CHIESA. Orrori che indignano persino chi non nutre alcuna simpatia per la religione maomettana, e che muovono anche la Chiesa cattolica, intervenuta con il card. Renato Raffaele Martino, a stigmatizzare i massacri: la Striscia di Gaza, ha detto il porporato, ''assomiglia sempre di più ad un campo di concentramento''. Il Vaticano non nasconde la sua trepidazione anche perché una minoranza del popolo palestinese è di fede cristiana e, in parte, quello che si sta consumando in Palestina è anche un olocausto cattolico.
100% CRISTIANA. La Palestina era una nazione al 100% cristiana ben prima delle Crociate. Poi l’invasione islamica e, ai giorni nostri, quella ebraica hanno ridotto la presenza dei cristiani che attualmente sono 1 ogni cento abitanti. Più volte in Terra Santa sono state denunciate le condizioni in cui vivono i cattolici: oggetto dell’ostilità e della della diffidenza da parte degli islamici e delle vessazioni che gli ebrei praticano nei confronti di tutti i palestinesi. Solo poche settimane fa alcuni frati francescani avevano denunciato di essere stati circondati da un folto gruppo di ebrei, che li hanno coperti di sputi e picchiati.
CAMPO DI CONCENTRAMENTO. E’ eloquente l’immagine del campo di concentramento che il cardinal Martino ha evocato per spiegare la vita dei palestinesi, mussulmani e non. Depredati della propria terra, limitati in ogni spostamento (costretti ogni giorno a passare ore di snervante e umiliante attesa ai posti di controllo), privi di ogni certezza circa il lavoro (i permessi vengono rinnovati settimanalmente, spesso revocati senza motivo, come denunciano anche scuole e istituti cattolici rivelando il calvario dei propri dipendenti), in balìa delle continue rappresaglie israeliane, i palestinesi sono un popolo che ha due alternative: l’emigrazione (anche a casa nostra) o il suicidio collettivo (il secondo caso è ben rappresentato dai kamikaze e dai razzi di Hamas con relativa risposta).
FRONTE LIBANESE. A proposito di razzi, quattro o cinque katiusha sarebbero caduti nella mattina sull'alta Galilea occidentale, nei pressi di Nahariya. Si accende, dunque, anche il confine col Libano, controllato dai partigiani di Hezbollah. Israele ha immediatamente risposto con un fitto fuoco di artiglieria diretto al territorio libanese.
PEGGIO DEI NAZI. E gli israeliani si sono spinti laddove neppure i nazisti hanno osato: "sparare sulla Croce Rossa", in questo caso far fuori operatori umanitari (e comunque non sarebbe la prima volta che ciò accade). Un camion con le insegne dell'Onu che portava medicine nel nord della Striscia è diventato l'oggetto di un tiro al bersaglio da parte degli ebrei. L'autista è stato assassinato. L'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha così deciso di non mettere più a rischio la vita del suo personale e ha sospeso gli interventi nella Striscia di Gaza.





