La Chiesa, anche quando deve fare i conti con eresie ed infezioni ideologiche che rischiano di contaminarla, ha sempre una marcia in più: lo dimostra il Papa che, ricoverato per una dolorosa frattura del polso, ha voluto essere trattato da normale paziente e non da capo di Stato. Com'è noto, nella notte tra giovedì e venerdì, Benedetto XVI è stato vittima d'uno scivolone nello chalet di Les Combes dove sta trascorrendo qualche giorno di riposo. Nonostante il male, ha voluto celebrare la messa del mattino e solo dopo si è fatto portare all'ospedale di Aosta dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico di 25 minuti per ridurre la frattura.
LEZIONE EDIFICANTE. L'operazione è perfettamente riuscita e Benedetto XVI tornerà presto a scrivere e a suonare il suo amato Bach al pianoforte. Ed è all'ospedale che il santo padre ha offerto una lezione edificante, soprattutto per quei politici usi a far valere il loro presunto potere. Dimenticando le pur oggettive necessità di sicurezza, il Papa ha voluto essere trattato come una persona qualunque e tranquillamente si è messo in coda per gli accertamenti.
ATTESA PAZIENTE. Appreso, poi, che qualcuno necessitava di un intervento più urgente del suo, Benedetto XVI ha voluto che venisse eseguita prima quell'operazione e ha aspettato pazientemente. I medici avrebbero sicuramente preferito evitare ogni attesa al loro ospite eccellente, anche per non mettere alla prova la resistenza di questo ottantaduenne con problemi cardiocircolatori, ma non c'è stato verso.
NESSUN LAMENTO. Un comportamento che dovrebbe insegnare molte cose ai politicanti pronti a sfoderare il consueto "lei non sa chi sono io" per ottenere priorità e vantaggi rispetto agli altri cittadini. Dal personale sanitario il giudizio sul malato più importante: "Un ottimo paziente, sereno e gentile che, pur dolorante, non si è concesso il minimo lamento". E alla fine, hanno aggiunto stupefatti i sanitari, "si è scusato con tutti per il disturbo".





