Ecclesia Catholica

Giovedì
9 Settembre
2010
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Home SOCIETÀ Attualità sociale Don Giorgio, un "Pierino" che sale in cattedra

Don Giorgio, un "Pierino" che sale in cattedra

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Fedeli scomunicati per le loro idee politiche, tradizionalisti bollati come eretici, anatemi fulminati al presidente del Consiglio, persino il Papa messo all'indice... ma, per autorevolezza, le presuntuose quanto improbabili catilinarie di don Giorgio de Capitani possono essere paragonate alla lezione di un Pierino che sale in cattedra. Tutti sanno che l'umiltà è la prima virtù del cristiano, e del sapiente: leggendo gli insulti arroganti propinati dal sito dongiorgio.it già si poteva legittimamente dubitare delle qualità e delle supposte qualifiche del guru di Rovagnate, o meglio della frazione di Sant'Ambrogio in Monte. Da una breve ricerca de il Padano risulta che la prosopopea villana, e tristemente comica, di don Giorgio poggi sul nulla.

SEMPRE VICE. Macchè teologo, macchè studioso, macchè ecclesiastico: il “cursus honorum” del donparolaccia non è di quelli che autorizzino a considerarlo come una significativa voce della Chiesa. Don Giorgio diventa prete nel '63. Nello stesso anno viene spedito a fare il vice parroco a Introbio, tra i monti della Valsassina. Dopo tre anni il primo spostamento. Non si tratta di una promozione: va a fare ancora il vice a Cambiago, paese della provincia di Milano. Ci resta per 7 anni, poi finisce a Sesto San Giovanni (Mi) sempre come viceparroco.

DECLASSAMENTO. Alla carica di parroco don Giorgio ci arriva solo 10 anni dopo, ma più che un passo in avanti sembra un declassamento rispetto a Sesto: nel 1983 lo mandano a Colturano, paesino di mille anime nel sud più estremo della provincia milanese. E qui finisce la non esaltante “carriera”: manterrà la carica parrocchiale per un solo anno, poi inizia la sua vita di prete “residente”. Alloggerà a Perego, a Cassano d'Adda e, infine, a S. Ambrogio in Monte di Rovagnate. Un po' poco per ergersi a depositario della verità cristiana. Tanto più che di questa fede don Giorgio dimostra di non conoscere, o non condividere, neppure i fondamentali: umiltà e continenza.

21 dicembre 2009

 

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