di Fabio Sansonna. A metà degli anni ’80 le evidenze scientifiche sulla autenticità della Sindone erano divenute schiaccianti : gli studi eseguiti sul tessuto, sui pollini, sui rilievi fotografici, gli studi anatomici condotti dal dr Barbet e mons. Giulio Ricci, che evidenziarono incredibili corrispondenze con i racconti dei Vangeli, indirizzavano tutti verso l’autenticità; si giunse a stabilire che le probabilità statistiche, elaborate al computer, che l’Uomo di quel lenzuolo non fosse Gesù Cristo erano solo 1 su 200 miliardi.
Fino al 1982 non era stato ancora possibile determinare il gruppo sanguigno del sangue presente sul lenzuolo, ma poco dopo tre scienziati tra cui il prof. Baima Bollone di Torino riuscirono a dimostrare che si trattava di sangue del gruppo AB, raro, ma molto diffuso in Palestina. Lo stesso gruppo sanguigno AB venne dimostrato nel sangue del Sudario di Oviedo e nel sangue del miracolo eucaristico di Lanciano. Un caso ? Giunti a questo punto, il gruppo di scienziati che fino allora aveva seguito gli studi sindonici, lo STURP (Shroud of Turin Research Project), si pose il problema di datare il lenzuolo con il radiocarbonio 14 in un contesto di analisi multidisciplinari. Si studiarono accorgimenti per ottenere una datazione attendibile, tenendo conto delle contaminazioni prodotte dagli eventi attraversati dal lenzuolo quali manipolazioni, incendi, rammendi e quant’altro. E’ in questo contesto che avviene qualcosa di inaudito : dei radiocarbonisti chiedono essi stessi di datare la Sindone senza aver mai partecipato agli studi precedenti, e pretendono di autoproporsi come “submitters”, un fatto anomalo, normalmente è un ricercatore che come submitter chiede a un laboratorio di datare un campione. Ma la cosa ancora più sorprendente è che questi radiocarbonisti pretendono e riescono a escludere del tutto gli scienziati dello STURP dall’analisi del radiocarbonio, ritenendoli troppo influenzati dai risultati scientifici precedenti a favore dell’autenticità. Essi invece, per il solo fatto di essere pregiudizialmente contrari all’autenticità, ritengono di poter garantire la verità scientifica allo stato puro ! Le analisi venivano così avocate in modo assoluto e intransigente dai soli 3 laboratori di Tucson, Oxford e Zurigo che escludevano categoricamente la possibilità di analisi multidisciplinari. Non solo, ma mentre i laboratori normalmente ricevono i campioni da esaminare da parte dei submitters, essi hanno anche preteso di essere fisicamente presenti al prelievo, però in seguito nè la Pontificia Accademia delle Scienze, nè persone di fiducia del card Ballestrero, (che ha assistito alla prima fase del prelievo, ma non alla chiusura della teca che conteneva la Sindone), né altri scienziati hanno potuto partecipare alle loro analisi. Il British Museum era rimasto l’ unico garante dei risultati.
A questo punto sono subentrate altre scorrettezze : nessuno conosce a tutt’oggi i dati grezzi delle analisi (cioè la quantità effettiva di radiocarbonio presente nei frammenti esaminati); gli scienziati ebbero l’ardire di interpretare essi stessi i risultati ottenuti, il che non era neanche di loro competenza, fornendo conclusioni senza mai confrontarsi con altri scienziati: ciò era indicativo di una mentalità scientista, ma non scientifica. Essi stessi a questo punto avrebbero dovuto comunicare ai mass media i loro risultati e le loro interpretazioni visto che avevano avocato a sé l’intero procedimento senza consentire la partecipazione di chicchessia, invece pretesero che fosse il card Ballestrero a comunicarli al mondo, e se non l’avesse fatto era già pronta la solita campagna diffamatoria contro la Chiesa che si oppone al progresso scientifico.
Questo atteggiamento ha inficiato grandemente l’attendibilità e la serietà con cui si è svolto l’intero procedimento. I risultati, ma non i dati grezzi interpretabili anche da altri radiocarbonisti, vennero pubblicati più tardi su Nature, rivista scientifica di ampia divulgazione, ma non destinata ai ricercatori. Le informazioni fornite furono scarse, tuttavia ciò fu sufficiente per comprendere che esistevano incongruenze sui pesi di campioni e che i risultati non avevano alcuna significatività statistica. Con test statistici si è verificato che esistevano 957 probabilità su mille che i tre campioni esaminati non fossero omogenei, e questo ha destato molti sospetti, tra cui quello della sostituzione dei campioni con altri di età medievale. Nessuno si sarebbe meravigliato del fatto che nei frammenti prelevati si fosse trovato più radiocarbonio del previsto, ma l’interpretazione di questi risultati è stata univoca e sostanzialmente inattendibile. Andava solo dichiarato che nei frammenti esisteva una quantità di radiocarbonio maggiore del previsto, lasciando l’interpretazione del dato ad un contesto multidisciplinare.
Nel 1993 Dimitri Kouznetsov, russo specialista in chimica archeologica, già premio Lenin e non credente, ricalcolò con metodi indiretti l’età della Sindone, tenendo conto delle possibili contaminazioni radiocarboniche dovute alle alterazioni termiche subite durante l’incendio nel secolo XVI, e concluse che risaliva al I secolo d.C. Fu criticato per non aver fornito la bibliografia riguardante metodi utilizzati, impedendo ad altri di riprodurre l’esperimento; fu criticato anche da chi ripetè l’esperimento ottenendo risultati opposti, evidentemente usando metodi non paragonabili a quelli da lui usati visto che erano già stati dichiarati indefinibili; tempo dopo egli fu squalificato nel mondo scientifico per successive questioni legali che ne offuscarono l’immagine. Nello stesso periodo Leoncio Garza-Valdes, dell’Università di S.Antonio (Texas) scoprì l’esistenza di una membrana bioplastica nel 60% del tessuto sindonico, una percentuale sufficiente ad alterare la datazione. La pulizia dei campioni sottoposti al test radiocarbonico è stata aspecifica, non adatta ad un campione sottoposto a varie vicende. E’ stata dimostrato che la membrana bioplastica, composta di funghi e batteri, non è eliminabile con i comuni procedimenti di pulizia e contamina il tessuto compromettendo l’attendibilità dei test al radiocarbonio con scarti anche di mille anni. Questi test, come del resto quelli del radiocarbonio, subirono varie critiche nel mondo scientifico.
In seguito, uno scienziato dello STURP che non aveva potuto partecipare alle analisi, Raymond Rogers, scoprì due cose interessanti. Egli aveva a disposizione sia prelievi fatti su tutta la Sindone quando era membro dello STURP, sia alcune fibre del frammento esaminato al radiocarbonio. La prima cosa era che nel frammento esisteva cotone, ma in quantità superiore alle scarse fibrille, tracce di impurità di cotone originario dell’Oriente riscontrabili nel resto della Sindone, che è fatta di lino; si pensa che la Sindone sia stata tessuta in Oriente su telai che servivano anche alla tessitura del cotone e questo spiega la presenza di tracce di cotone nel lenzuolo. Infatti il cotone non era conosciuto in Europa fino al secolo XIV, epoca in cui la Sindone compare per la prima volta in Francia. Tuttavia, la quantità di cotone trovata nei frammenti esaminati non era una semplice impurità ed era rivestita di materiale gommoso giallastro: questo indicherebbe che il prelievo è stato eseguito in una zona rammendata, anche se il rammendo è invisibile a occhio nudo. Tale rammendo potrebbe forse essere stato eseguito verso secolo XIV (epoca a cui il test al radiocarbonio fa risalire il tessuto esaminato), quindi con elevata probabilità in Europa almeno un secolo dopo la sua scomparsa da Costantinopoli, dove era rimasta fino al 1204. La seconda cosa era che nelle fibre del rammendo esisteva una certa quantità di vanillina, prodotto di degradazione della lignina del lino e del cotone, sostanza completamente assente nel resto della Sindone. Il lino contiene una frazione del 5% di lignina, il cotone dell’ 1%. La vanillina indicava perciò un tessuto più giovane del resto del lino sindonico, probabilmente un rammendo aggiunto nel Medioevo. Questi risultati furono pubblicati su una rivista scientifica specializzata, Thermochimica Acta, nel 2005.
Al di là delle inaccettabili e sospette modalità di conduzione della procedura, al di là delle incongruenze e della scarsa significatività statistica, il test al radiocarbonio ha indicato che il frammento esaminato risaliva al secolo XIV, ma non ha potuto indicare l’età della Sindone nella sua interezza. Le critiche alle scoperte di Rogers si ridussero al fatto che egli non aveva il diritto di possedere quelle fibre dei frammenti del telo sindonico, non essendo egli un membro dei 3 laboratori; Rogers è morto e difficilmente avremo una risposta definitiva in merito. Del resto gli stessi sospetti e le stesse perplessità sollevate nel mondo scientifico verso coloro che con i loro studi hanno retrodatato la Sindone al I secolo, esistono tuttora verso le interpretazioni del test al radiocarbonio. Lo STURP nel 1984 aveva previsto un piano multidisciplinare con 26 studi, inclusa la datazione con radiocarbonio. Di questi studi, ben 25 sono risultati a favore dell’autenticità della Sindone e riguardano il lenzuolo nella sua totalità; 1 solo studio, quello del radiocarbonio, è per lo meno dubbio in quanto i risultati sono riferibili ai soli frammenti e non a tutto il lenzuolo. Inoltre, dopo il 1988 nessun altro studio ha dimostrato nuove evidenze contro l’autenticità del lenzuolo, mentre i nuovi studi sopracitati si sono aggiunti a quelli precedenti a favore dell’autenticità, sollevando anche critiche al test del radiocarbonio. Soprattutto, finchè non si saprà come si è formata l’immagine, ogni test sarà per definizione incerto. Ciononostante quello del radiocarbonio è tuttora l’unico test a cui i mass media danno sempre totale credibilità in modo assolutistico, acritico, mentre i dati degli altri 25 vengono sistematicamente messi in dubbio e irrisi su vari siti e blog, anche usando falsità : ad esempio si dice che le macchie di sangue erano negative ai test per l’emoglobina, quando al contrario erano positive, oppure che la Chiesa fin dai secoli scorsi era contraria all’autenticità, citando Clemente VII che era un antipapa. Alcune contraddizioni storiche sono addirittura grossolane: se il lenzuolo avvolse un corpo umano, come può risalire al secolo XIV quando la crocifissione era già scomparsa come pratica da oltre 6 secoli ? La Sindone è un negativo fotografico, come può essere stata elaborata in un’epoca che ignorava la fotografia ? L’immagine è tridimensionale, e questo aspetto non era riproducibile nel secolo XIV. Addirittura si è detto che il lenzuolo fu opera di Leonardo da Vinci, che era appena nato nel 1453 quando la Sindone venne consegnata alla famiglia Savoia.
Conclusioni
E’ stato per secoli criticato l’atteggiamento della Chiesa verso Galileo, che pur avendo avuto intuizioni geniali, aveva contro tutto il mondo scientifico dell’epoca, non avendo prodotto sufficienti e attendibili prove scientifiche di ciò che mirabilmente aveva intuito, prove che giungeranno solo 2 secoli dopo di lui. Se in quel frangente la Chiesa se avesse dato subito ragione a Galileo sarebbe stata una posizione riduttiva e non scientifica, e sarebbe stata comunque criticata: sarebbe stata accusata di faziosità e mancato rispetto della scienza nell’approvare lo scienziato pisano, perché Galileo era cattolico e il suo principale avversario Keplero era protestante. I protestanti poi erano i veri accaniti difensori della lettera biblica, essi avrebbero poi attaccato la Chiesa Cattolica anche su un piano teologico. La "colpa" della Chiesa in quella circostanza fu quella di aver saputo contenere la prepotenza del geniale scienziato pisano. La Chiesa di fatto difese il vero metodo scientifico in quel frangente, anche rendendosi impopolare, perché fin dall’inizio il card. Roberto Bellarmino chiese a Galileo di parlare per ipotesi in attesa di produrre prove inconfutabili: e infatti, quando arriveranno le prove del moto della terra nel secolo XIX la Chiesa Cattolica le riconoscerà anche con anticipo rispetto ad altri.
Nel caso del test al radiocarbonio sulla Sindone la Chiesa ha sofferto ancora di quell’immotivato complesso di inferiorità verso la scienza che si trascina dal caso Galileo e che la maggior parte dei cattolici non ha ancora superato, spesso perchè disinformati o poco appassionati alla verità della storia che li ha generati. Ancora oggi gente che si dichiara cattolica ammette acriticamente che la Chiesa ha sbagliato con Galileo, ma se si domanda loro in che cosa avrebbe sbagliato alla luce di tutti gli elementi del contesto, le risposte sono di un’approssimazione sorprendente. Nel caso specifico della Sindone poi, la Chiesa più che della scienza vera e propria (che aveva già fornito 25 prove di autenticità del velo) ha dimostrato un complesso di inferiorità verso la prepotenza dei 3 laboratori. Un atteggiamento meno influenzato dai condizionamenti del passato avrebbe forse consentito alla Chiesa negli anni ’80 di esigere con fermezza una maggiore serietà nella metodologia della datazione, senza soccombere alle pretese insistenti dei 3 laboratori, peraltro pretese di dubbia motivazione scientifica. Una posizione diversa avrebbe probabilmente garantito anche un risultato inattaccabile, riducendo al minimo i dubbi scientifici. La fermezza della Chiesa nel caso Galileo ha in un certo qual modo obbligato gli scienziati a essere seri e a produrre evidenze che poi sono arrivate. Invece nel caso del radiocarbonio ci ritroviamo con una Sindone più tagliuzzata e dei risultati di attendibilità scientifica non universalmente riconosciuta.
Bibliografia
La Sindone . Nuovi studi e ricercheAtti del III Congresso Nazionali di Studi sulla Sindone,Trani Ed Paoline , Cinisello Balsamo (Mi) ,1986
Andrè Marion e Anne-Laure CourageLa Sacra SindoneEd. Neri Pozza, Vicenza 1998
Pier Giuseppe AccorneroLa SindonePaoline Editoriale Libri,Milano 2000
Pierluigi Baima Bollone Gli ultimi giorni di Gesù Oscar Saggi Mondadori, Milano 2000
Raymond N. RogersStudies on the radiocarbon sample from the shroud of TurinThermochimica Acta 425(1-2) : 189-194,2005doi:10.1016/j.tca.2004.09.029
http://www.shroud.it/ILGIOR-1.HTM
This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it doi:10.1038/news050124-17
http://www.zetetique.ldh.org/suaire_rogers.html
http://www.freeinquiry.com/skeptic//shroud/articles/rogers-ta-response.htm
http://www-shroudstory.com/faq-vanillin.htm
http://www.shroudstory.com/faq-cabon-14.htm
Emanuela Marinelli La Sindone. Analisi di un mistero.Sugarco Edizioni,Milano 2009
Gian Maria Zaccone La Sindone. Storia di una immagine. Paoline, Milano 2010





