Ecclesia Catholica

Lunedì
6 Settembre
2010
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Home Olocausti negati Russia La rinascita religiosa (1953-'74)

La rinascita religiosa (1953-'74)

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 di Fabio Sansonna

RUSSIA, OLTRE 70  ANNI  DI  MARTIRIO (1917-1991)

 La  rinascita religiosa e civile (1953-’74: il Samizdat

Per l’Occidente il martirio  della Chiesa russa è ancora oggi un fatto storico ignorato, e ancor meno se ne percepiscono le provocazioni e le risorse che la storia religiosa della Russia può avere sulla vita e sulla cultura europea occidentale.

Dopo la morte di Stalin nel 1953, Kruscev negli anni ’50 fece chiudere 10.000 chiese e negli anni ’60 ne fece chiudere altre 20.000, mentre i campi di concentramento erano ancora funzionanti per i sospetti controrivoluzionari assieme agli ospedali psichiatrici (Kazan', Dnepropetrovsk a Balgovscensk sono tra i più tristemente famosi nella pratica della psichiatria coatta). I detenuti venivano “rieducati” con psicofarmaci (neurolettici quali trifazina e sulfazina). In quegli stessi anni vennero chiusi 5 seminari ortodossi, alcuni vescovi scomodi vengono internati nei lager. Furono vietate riunioni di credenti, pellegrinaggi,catechismo,attività caritative. Nel 1961 la Chiesa ortodossa approvò la “riforma delle parrocchie” che riduceva il sacerdote a semplice stipendiato alle dipendenze di un gruppo di laici : la decisione venne ratificata dai vescovi, che, privi di status giuridico, oltretutto perdevano di diritto ogni legame con le parrocchie stesse. Nel 1963 venne introdotto l’ateismo scientifico nelle scuole, e i genitori di bambini che a scuola dimostravano di credere in Dio rischiavano di essere licenziati. In questo contesto nasce come un miracolo quella  meravigliosa fioritura che è stato il movimento del dissenso, religioso e non, il Samizdat, che  significa “autoeditoria” clandestina perché gli scritti erano battuti a macchina in proprio dai dissidenti, sfuggendo alla  censura e pagando di persona anche con la prigione (A. Solzenycin,Voci da sotto le macerie, pp.242-243). Fin dal 1918 è esistita una attività editoriale clandestina (Semen Frank, Dal profondo), ma negli anni ‘50 questa letteratura che sfuggiva alla censura e la sua riproduzione e diffusione diventa una consapevolezza precisa tanto che viene conosciuta anche in Occidente, specialmente dopo la pubblicazione de “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak nel 1957, di “Una giornata di Ivan Denisovic” nel 1962 e gli altri romanzi di Solzenicyn, in particolare arcipelago GUlag,e la rivista “Cronaca degli avvenimenti correnti” a partire dal 1968. Anche alcuni eventi hanno contribuito alla rinascita della  libertà, quali i processi degli anni ’60 contro il poeta Iosif Brodskij,  contro gli scrittori Siniavskij e Daniel, del poeta di piazza Majakovskij, quello contro  Jurij Galanskov, processato per aver letto in piazza Majakovskij i versi de Il Manifesto Umano, internato per mesi in ospedale psichiatrico morì dieci anni più tardi, nel 1970 nel lager, a 33 anni. Nel 1965 due sacerdoti moscoviti, Nikolaij Esliman e Gleb Jakunin, scrissero una lettera al patriarca Aleksij in cui denunciano i compromessi della  Chiesa con il potere : verranno sospesi “a divinis” l’anno successivo dal metropolita Pimen, futuro patriarca. La lettera segna l’inizio del samizdat religioso e fu molto apprezzata da A. Solzenicyn. Nell’agosto 1968 a Mosca ci fu una spontanea manifestazione sulla Piazza Rossa, di protesta per l’invasione della  Cecoslovacchia con cartelli con la scritta “per la vostra e la nostra libertà” : malgrado la sua  breve durata (5 minuti) per l’immediata repressione violenta del KGB l’effetto morale della manifestazione fu vincente fu grande soprattutto perché in forma pacifica riaffermava il valore della libertà. Scrive Solgenicyn in “Voci da sotto le macerie” : “Ad attendere troppo a lungo che sia la storia a restituirci il dono della  libertà rischiamo di non ricevere nulla: La storia siamo noi. E tocca a noi e a nessun altro caricarci sulle spalle e portar fuori da questa notte ciò che attendiamo con tanto fervore”.  Con altre parole Lazarov riaffermava il principio della responsabilità morale personale: “Se la Russia è quel che è, è perché io son quello che sono”. Lo scrittore Vladimir Bukovski dichiarava :“Ognuno di noi faceva parte di questa straordinaria orchestra senza direttore, spinto soltanto dal senso della  propria dignità e della responsabilità per quello che accadeva. Nessuno aveva incaricato Ginzburg di raccogliere i materiali del processo Siniavskij e Daniel, e Galanskov di redigere la raccolta  letteraria Feniks 66, nessuno aveva costretto la Laskova a  battere a macchina tutto questo, né me né Vitka Chaustov a organizzare una manifestazione quando li avevano arrestati”. Bukovski era riuscito ad  avere le cartelle cliniche di sei dissidenti rinchiusi in manicomio e nel 1971 le fece pervenire  a psichiatri occidentali : per questo venne arrestato e subì 12 anni tra lager, prigione e ospedale psichiatrico. Negli anni’70 le nuove generazioni raccolsero l’eredità di una vita religiosa che, per quanto nascosta, aveva continuato a vivere fin dagli anni’20 attraverso “monasteri domestici” e parrocchie clandestine: nascono i seminari filosofico-religiosi che ebbero contatti anche con i cattolici occidentali. Negli anni ’70  dall’Occidente iniziano a partire raccomandate al Soviet Supremo con richieste di liberazione di dissidenti internati : in conseguenza di ciò, tra questi, vengono liberati Barabanov e Kovalev (quest’ultimo verrà ancora arrestato anni dopo). Dall’Occidente vengono anche spediti libri religiosi e Bibbie. A. Solzenicyn nel 1972 scrisse una lettera al patriarca Pimen, nel 1973 pubblicherà a Parigi Arcipelago Gulag e nel 1974  verrà privato della  cittadinanza sovietica ed espulso.

Nello stesso periodo  Padre Dudko, che dopo aver trascorso 8 anni e mezzo nel lager da studente in teologia, divenne parroco presso Mosca, iniziò a suscitare un grande afflusso di persone con le sue prediche, che il regime mal sopportava, sottoscrisse appelli per la liberazione dei dissidenti arrestati, quindi venne ancora arrestato nel 1980; verosimilmente sottoposto a trattamenti “psichiatrici” e rilasciato, morì nel 2004. Ecco alcuni brani delle sue prediche: “Il bambini credente viene perseguitato e deriso…è capitato anche che degli scolari, suggestionati e condizionati dalla propaganda,abbiano picchiato dei compagni di scuola credenti.” “Grazie a Dio il numero di credenti è in continuo aumento, presto l’atmosfera si schiarirà. I credenti compaiono dappertutto,tra la gente semplice e tra gli studiosi…Nel corso del mio sacerdozio avrò battezzato non meno di cinquemila persone adulte. Questo è significativo della  crescita del numero dei credenti e anche gli atei dovranno tenerne conto”… “ Anche se i vescovi buoni sono pochi essi  ci sono e  ce n’è abbastanza perché la Chiesa resti in piedi”. “ Chi sono i nostri vescovi? Essi non assomigliano a quelli fucilati, morti di freddo e fame nei lager…fanno quello che vien loro imposto…è l’ateismo che comanda…perfino nella vita della  Chiesa”.  “Leggere  non significa trovare la verità. Per comprendere la verità cristiana non basta soltanto leggere”. “L’uomo moderno conosce la religione cristiana attraverso l’interpretazione che ne hanno fatto gli atei, ma si tratta  di una caricatura della  religione”.  “La fede si indebolisce in mezzo al troppo benessere:In Occidente c’è il benessere, perciò la fede è più debole. La nostra fede che porta la croce rafforzerà anche la fede dell’Occidente, la fede “con tutti i comfort”. ”L’ecumenismo è un’esigenza dei tempi e non si può ignorarlo, ma non si può nemmeno trasformarlo semplicemente in congressi”.  “L’ateismo può esistere come concezione del mondo, ma non so immaginarlo come  metodo di educazione”.  “La disgregazione della famiglia si spiega solo con l’assenza  dell’educazione religiosa. Portate i figli in Chiesa, fateli accostare alla comunione e i vostri figli redimeranno i vostri peccati. Solo così rinasceranno le famiglie”. “ La fede diventa ora l’unico mezzo per salvare la gente”.  ”…Bisogna sempre osare quando si tratta della  causa di Dio”.  

nella foto: Cattedrale dell'Intercessione della Madre di Dio sul Fossato, detta di S. Basilio . Costruita sulla Piazza Rossa nel 1555 (in russo l'aggettivo rosso, krasny,  equivale a bello), alla fine della sua costruzione lo zar Ivan il Terribile fece accecare i due architetti che la costruirono perchè non ne costruissero di più belle. Nel 1968 la Piazza Rossa vide una manifestazione di protesta per l'invasione della Cecoslovacchia.

 Bibliografia

 Aleksandr Ginzburg Libro bianco sul caso Sinjavskij – Daniel’Jaca Book, Milano,1966 

Marta dell’Asta Una via per incominciare. Il dissenso in URSS dal 1917 al 1970.“La Casa di Matriona” Coop ed  a.r.l. Milano, 2003 

Alexandr Solzenicyn Voci da sotto le macerie Arnoldo Mondadori Editore,1981  

Pazzia di stato. Quaderni de l’Altra Europa.“La Casa di Matriona” Coop ed  a.r.l. Milano,1987 

Dimitrij DudkoParroco a Mosca. Conversazioni serali.Centro Studi “Russia Cristiana”  Milano -MIMEP, Pessano(Mi), 1976 

Dimitrij Dudko La nostra speranza.Centro Studi “Russia Cristiana”  Milano, 1979 

Comunismo. Romano Scalfi:vi racconto la resistenza della Chiesa clandestina In URSS.http://www.ilsussidiario.net/articolo.asp    del 23 novembre 2009       

Last Updated ( Saturday, 04 September 2010 07:08 )