di Fabio Sansonna
RUSSIA, OLTRE 70 ANNI DI MARTIRIO (1917-1991).
Riflessioni su aspetti religiosi, storici e ideologici spesso trascurati.
Nel 1917 la Madonna a Fatima esortava a pregare per la Russia, da cui dipendeva il destino del mondo: diversamente si sarebbero sparsi errori ovunque e questa esortazione della Vergine doveva valere fino ai giorni nostri. Ma perché interessarsi ancora della Russia e dei suoi martiri ora che il comunismo è caduto? Il motivo è semplice: Giovanni Paolo II nel suo ultimo libro Memoria e Identità, aveva acutamente osservato che il dominio culturale dell'ideologia comunista sarebbe durato più a lungo di quello di altre ideologie generatrici di altri ben noti olocausti. Infatti, a tutt'oggi informazioni e giudizi storici su quanto è successo in URSS in quei settant'anni hanno ancora confini molto sfumati, perfino nei testi di storia; e quando fatti e idee non sono conosciuti e giudicati per quello che sono, rischiano di rimanere come mine inesplose nella nostra mentalità.
Nel 1884 Leone XIII ebbe una visione infernale nella quale sentì Satana che minacciava di distruggere la Chiesa, così introdusse la preghiera a S.Michele Arcangelo alla fine della Messa, preghiera che Giovanni Paolo II invitò a recitare quotidianamente nel 1994. Varie testimonianze di russi cresciuti nella cultura marxista e poi convertiti al cristianesimo parlano di questo loro passaggio come di una guarigione da una lunga malattia spirituale. Lo scopo di questo lavoro è aiutare a procedere verso questa guarigione, perchè molti, anche tra gli europei occidentali, non sono coscienti di avere contratto questa malattia spirituale che è la censura del senso religioso dalla propria vita. Il comunismo in Russia è stata una dura prova per il popolo russo, una lunga persecuzione costata milioni di vite tra ortodossi, cattolici (vescovi, sacerdoti e laici) e altri credenti. Così scriveva Alexandr Solzenycin: “…la peccaminosa Chiesa ortodossa ha nonostante tutto allevato figlie degne dei primi secoli della cristianità…i cristiani furono numerosissimi; convogli e fosse comuni, chi li conterà quei milioni?...Erano i migliori cristiani della Russia. I peggiori ebbero paura, rinnegarono e si tennero nascosti.” (Arcipelago Gulag, vol II, pag.315).
C’è da chiedersi come mai si sia potuti arrivare ad una simile situazione nel secolo scorso, periodo storico che Robert Conquest definì come“il secolo delle idee assassine”. L’ideologia non tiene conto di niente e di nessuno, essa poteva e può prendere piede solo se c’è il nulla, perciò l’ateismo fu il primo requisito perché i meccanismi ideologici prendessero spazio in Russia. ” Se Dio non esiste non esiste più la virtù e tutto è permesso” faceva dire Feodor Michailovic Dostoewskij all’ateo Ivan Karamazov; lo scrittore russo morì nel 1881, ma capì perfettamente quello che sarebbe successo in seguito:“ …la Russia è più che mai quel paese, fra tutti quelli del mondo, dove può accadere qualsiasi cosa senza la minima resistenza….i russi che hanno un patrimonio si sono tutti riversati all’estero e il loro numero cresce ogni anno….Comincerà un sommovimento mai visto prima…la Russia si oscurerà, la terra piangerà i vecchi". Lenin leggendo queste parole definirà Dostoewskij uno scrittore rivoltante.
L’ultimo zar Nicola II Romanov (poi fucilato con la famiglia) dopo 2 secoli aveva concesso alla Chiesa ortodossa russa di convocare un Concilio,che fu poi rinviato sotto il dominio decennale di Rasputin. Il Concilio inizierà a metà del 1917 sotto il nuovo patriarca Tichon, ma verrà interrotto dalla rivoluzione d’Ottobre. A Pietrogrado, che era la sede del governo da 2 secoli, il colpo partito dall’incrociatore Aurora diede il via della rivoluzione con l’assalto al Palazzo d’Inverno, sede del governo provvisorio di Kerenskij: ciò avvenne la notte del 25 ottobre secondo il calendario giuliano, del 7 novembre secondo quello gregoriano. Per prima cosa furono istituite l’Armata Rossa, il tribunale,le prigioni, la censura, la polizia politica, la Ceka, organo precursore della GPU (1922), del NKVD(1934) e del KGB (1954). Nel 1917 la popolazione dell’URSS contava circa 180 milioni di persone, con 91 milioni di russi e 10 milioni di ucraini per la maggioranza cristiani, il 90% ortodossi ed il 2% cattolici. Dopo la Prima Guerra Mondiale l'URSS registrerà un calo di popolazione per la perdita di alcuni territori. Ma le persecuzioni di sacerdoti, monaci e cristiani nel frattempo erano già cominciate con fucilazioni sommarie, anche se le perdite umane di quei primi anni mancano di documentazione e quindi non è possibile dedurne il numero preciso in base agli studi di popolazione; inoltre, chi potè emigrò all’estero.
Agli inizi degli anni’20 in tutta l’URSS si annoverarono eventi sconvolgenti come la dekulakizzazione, la guerra civile contro ex-ufficiali zaristi, contadini, cosacchi, e l’attacco alla Polonia nel tentativo di invadere l’Europa occidentale, risoltosi nella sconfitta dell’Armata Rossa (“miracolo della Vistola”); la mancata conquista della Polonia non fu dimenticata da Stalin che vent’anni dopo farà sopprimere oltre 20.000 persone tra prigionieri e ufficiali polacchi (12.000 a Katyn'). In questo contesto si verificarono anche le carestie terroristiche che non furono fatalità, ma stermini deliberati. Corollario delle carestie fu la requisizione forzata dei vasi sacri, con il pretesto di aiutare gli affamati, in realtà per annientare la Chiesa e questo fu esplicitamente detto da Lenin nel 1922 nella lettera sui fatti di Suja*, una località dove il popolo si oppose al saccheggio delle chiese; quelle “centinaia di milioni di rubli d’oro” secondo Lenin dovevano in realtà servire non a sfamare la gente, ormai in preda al cannibalismo, ma a finanziare obiettivi politico-economici ad ampio raggio, anche in vista della conferenza di Genova del 1922; in quel periodo i sovietici avevano appena raggiunto un accordo con i tedeschi a Rapallo, erano appena sorti i partiti comunisti europei occidentali e tutti i comunisti speravano che la conferenza genovese provocasse una mobilitazione operaia e socialista per rafforzare i delegati dei Soviet. L’attacco alla Chiesa era solo il primo obiettivo perseguito dai bolscevichi in URSS, in base alla definizione di marxista della religione come oppio dei popoli. Lenin sosteneva come progetto finale la realizzazione del comunismo su scala internazionale, in cui la persecuzione della religione era solo uno dei passaggi per raggiungere l'obiettivo; invece più tardi Stalin avrebbe sostenuto che il comunismo poteva iniziare a realizzarsi anche in un solo stato, quello sovietico.
“La religione è l’oppio dei popoli” : una frase romantica in negativo. Ovvero : i disastri dell’ideologia quando viene applicata contro la realtà storica
Lenin esordì con la formula comunista*: “La religione è l’oppio dei popoli. Questo detto di Marx è la pietra angolare della concezione marxista a proposito di religione …le chiese e ogni organizzazione religiosa …servono a difendere lo sfruttamento e l’istupidimento della classe operaia“. La frase di Marx esprimeva una categorica censura del senso religioso, e si riferiva "romanticamente" , visto il periodo in cui fu pronunciata, a qualsiasi principio religioso, a prescindere da un'analisi storica reale: una frase romantica in negativo. Tuttavia, mentre le sue analisi economiche furono dettagliate, nessuna analisi diretta aveva dimostrato come il senso religioso aveva concretamente favorito lo sfruttamento della classe operaia, nulla al di fuori della sua sensazione personale così superficialmente assorbita e poi acriticamente adottata fino ai giorni nostri. Tra l'altro, sia in Germania all’epoca di Marx che in Russia al tempo di Lenin la classe operaia era ancora poco rappresentata ed il fenomeno dell’ industrialismo era allora significativamente rappresentato solo in Inghilterra. Infatti per compiere i suoi studi Marx si recava spesso con Engels a visitare le industrie inglesi, (il padre di Engels ne possedeva una) finchè non si stabilì oltremanica nel 1849. Il pensiero di Marx dunque non poteva applicarsi tout court alla Russia dove l'economia era ancora prevalentemente agricola, tuttavia Lenin, in modo del tutto arbitrario e ideologico, applicò a tutta la Russia le stesse considerazioni fatte da Marx nell’ Inghilterra industriale all' inizio secolo XIX. Tra l'altro in Russia lo zar Alessandro II aveva abolito la servitù della gleba nel 1861 e gli agricoltori ne ebbero anche dei benefici, tanto che le rivolte contadine si erano ridotte enormemente negli anni successivi; invece il processo di industrializzazione era molto iniziale e limitato a poche industrie tessili a Pietrogrado e Mosca. A conferma di ciò, perfino Stalin nel 1924 ebbe ad affermare** : “ La vittoria finale del socialismo e l’organizzazione della produzione socialista non potrà mai affermarsi …in un paese agricolo come la Russia”. E' evidente quanto sia catastrofica l’ideologia quando pretende di trasferire pari pari in contesti del tutto differenti qualcosa che si è osservato altrove, e imponendolo contro la realtà stessa non esita a ricorrere alla violenza.
I GUlag , le persecuzioni, la rinascita.
Nel 1920 sorsero in URSS vari Gulag, una fitta rete descritta da Solzenycin come un arcipelago che si estendeva dalla Siberia fino al Mar Bianco, luogo dove sorse il primo Gulag nelle isole Solovki, in un edificio che da monastero venne trasformato in lager fino al 1939. Nello stesso periodo esplose la prima carestia terroristica che colpì prevalentemente l'Ucraina, baluardo di identità nazionale linguistica e culturale e baluardo di fede cristiana. Nel 1921 il patriarca Tichon si rivolse al papa Benedetto XV per chiedere aiuti per la carestia, ma i sovietici troncarono l’iniziativa e impedirono alla Chiesa ortodossa di aiutare gli affamati. Inoltre lanciarono la campagna di requisizione dei vasi sacri col pretesto di sfamare la gente, in realtà per ricavare milioni di rubli e cogliere l'occasione per annientare il popolo cristiano. Si calcola che durante il comunismo su 140.000 sacerdoti ortodossi 120.000 vennero fucilati, furono rinchiusi nei lager 18-20 milioni di prigionieri, di cui 7 milioni deceduti: i detenuti mandati ai lavori comuni non sopravvivevano più di tre mesi. Tra il 1930 ed il 1953 i condannati a morte per motivi politici sono stati circa 800.000. Tra guerra civile, collettivizzazione, persecuzioni religiose, fucilazioni, carestie e deportazioni nei lager, è difficile stabilire con precisione il numero preciso delle vittime del comunismo in URSS, per mancanza di documentazione diretta, ma anche perché i calcoli demografici indiretti devono tenere conto delle variazioni di popolazione relative agli eventi delle due guerre mondiali; tuttavia esistono alcune stime indicative. Nel 1999 il presidente della Commissione Storica nominata dal Cremlino Alexandr Yakovlev ipotizzò che tra il 1917 e il 1953 le vittime furono almeno 20 milioni, con stime fino a 43 milioni. Secondo il professore di statistica Ivan A. Kurganov il comunismo avrebbe provocato da 60 a 66 milioni di vittime, escluse le vittime della Seconda Guerra Mondiale (Arcipelago Gulag, vol II, pag.12; Voci da sotto le macerie pag. 129; Vivere senza menzogna pp. 31-32): la stessa cifra in milioni corrisponde alle vittime complessive del secondo conflitto mondiale. Le vittime russe del periodo bellico del 1941-’44 sarebbero state 31 milioni e secondo Solzenycin per le modalità spregiudicate con cui si svolsero le operazioni belliche si trattò di uno “sterminio fisico del proprio popolo” (La questione russa alla fine del secolo XX, pag.88, Arcipelago Gulag vol III, pag 420). In totale, durante il periodo comunista sarebbero morte 100 milioni di persone, circa metà della popolazione dell’URSS (Vivere senza menzogna, pag.32).In realtà la stima precisa delle vittime del comunismo è ancora tutta da definire, tuttavia si ritiene che le stime finora ipotizzate siano probabilmente stime per difetto, perché dedotte dagli archivi del KGB che si riferiscono alle sole vittime registrate.
Conclusioni
La storia dell’URSS ha dimostrato che le ideologie sono macchine di pensiero estremamente violente, perché per loro natura sono astratte e tendono a essere applicate contro la realtà, ma per forzare la realtà hanno bisogno del potere. In altre parole, se la realtà non corrisponde al progetto dell’ideologia, peggio per la realtà. Le ideologie possono causare sofferenze crudeli, stragi e genocidi di portata inimmaginabile, perfino contro i proprii connazionali, come è successo in Russia dove il comunismo ha colpito la sua stessa popolazione. La caduta politica del comunismo non ha corrisposto ancora alla caduta della mentalità ateistica e di controllo sulla Chiesa. Il crollo politico del comunismo è stato preceduto dalle fin troppo mitizzate perestrojka e glasnost, che in realtà hanno poco modificato la ideologia sovietica. Ecco cosa scriveva Anatolij Koriagin a proposito della liberazione dei prigionieri di coscienza nei lager : “A questa gente viene imposto di dichiarare che per il futuro non svolgerà più attività antisovietiche, e solo a questa condizione viene liberata. In tal modo…non si fa che ribadire che si tratta di criminali. …lo stato accolla le spese processuali ai detenuti politici che loro malgrado sono stati rimessi in libertà…non hanno finito di pagare nel lager,…devono pagare in libertà…la perestrojka non ha cambiato niente nell’atteggiamento delle autorità verso chi esprime liberamente delle convinzioni”.
La legislazione della Duma del 1997 ha formalmente escluso l’intervento dello stato nelle associazioni religiose, riconoscendo loro una certa autonomia, anche se nel popolo russo alcune tendenze volte a strumentalizzare la Chiesa Ortodossa in funzione nazionalistica non sono ancora del tutto estinte. Il patriarcato di Mosca da tempo insiste sulla indipendenza della Chiesa dallo Stato, ma all'insegna di una collaborazione e di un aiuto vicendevole, non di una contrapposizione. Inoltre, la presenza di cristiani provenienti dall'estero è vista positivamente rispetto al passato, perchè annunciare nuovamente Cristo a un popolo che si è visto distruggere la propria tradizione e il significato della vita non è fare proselitismo, ma amare questo popolo e aiutarlo a ritrovare la sua identità.
Come un dono inaspettato è fiorita negli ultimi decenni una realtà di incontri tra cattolici e ortodossi. Esistono da anni realtà di rinascita cristiana costruite insieme da cattolici e ortodossi, come la Biblioteca dello Spirito nel centro di Mosca, che traduce in russo le encicliche papali e recupera gli scritti della tradizione cristiana russa, organizza convegni, serate, incontri per ricostruire un tessuto sociale cristiano nel cuore della Russia. E’ ora che anche noi conosciamo cosa hanno attraversato e cosa vivono oggi i nostri fratelli cristiani russi, ortodossi e cattolici, è ora di prendere coscienza dei fatti da loro vissuti e farli diventare esperienza per la nostra “fede con tutti i comfort” nel benessere dell’Occidente, per usare le parole di P.Dudko. A questo scopo la sezione “olocausti negati” del sito ospiterà alcuni capitoli specifici sul martirio della Russia, in particolare : la rivoluzione russa, le gerarchie ortodossa e cattolica, i martiri ortodossi e cattolici, le Solovki, le carestie terroristiche, la rinascita religiosa, i seminari filosofico-religiosi, i fatti accaduti dal dopoguerra fino alla caduta del comunismo,l 'Associazione Memorial.
nella foto : le tre cattedrali, della Dormizione, dell' Annunciazione e dell'Arcangelo, all'interno delle mura del Cremlino di Mosca. Quasi un simbolo di della fede cristiana ambiguamente protetta durante il regime zarista e poi accerchiata durante il regime sovietico.
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*Lettera sui fatti di Suja a pag 19 in: Marta dell’Asta Una via per incominciare. Il dissenso in URSS dal 1917 al 1970.“La Casa di Matriona” Coop ed a.r.l. Milano, 2003
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Storia religiosa dell’Inghilterra Autori varii “La Casa di Matriona” Coop ed a.r.l. Milano“Fondazione ambrosiana Paolo VI”, Gazzada (Va), 1991
Vladimir Naumov, Romano Scalfi, Nikolaj Emeljanov Pagine nere del comunismo In : La Nuova Europa n°3, maggio-giugno 1998“La Casa di Matriona” Coop ed a.r.l, Milano
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Nikita Petrov La perestrojka secondo il KGB In “La Nuova Europa” N°2,marzo 2000“La Casa di Matriona” Coop ed a.r.l. Milano
Pazzia di stato. Quaderni de l’Altra Europa.“La Casa di Matriona” Coop ed a.r.l, 1987 Mosca
Biblioteca dello Spirito http://www.russiacristiana.org
le citazioni di Dostoevskij sono tratte da "I fratelli Karamazov"(capitolo undecimo) e da "I demoni" …”(parte seconda, capitolo ottavo).
*citazione di Lenin da R.Royal, pag.63
** citazione di Stalin da R.Conquest pag.86





