di Redazione. Macchè gesto di un pazzo: il vescovo Luigi Padovese, ucciso lo scorso 3 giugno dal suo autista, il 26enne Murat Altun, è l'ennesima vittima dell'odio seminato dalla religione di Maometto. Alla notizia dell'efferato delitto, assurdamente, il Vaticano si era premurato di affermare che il vicario apostolico di Istanbul era caduto vittima di un folle, e che la religione non c'entrava nulla. Ora la meritoria agenzia missionaria AsiaNews ha scoperto la verità su quel delitto, liquidato così in fretta da Roma prima ancora che venisse abbozzato uno straccio d'indagine. AsiaNews sostiene che sono “da rivedere le dichiarazioni del governo turco e le prime convinzioni espresse dal Vaticano, secondo cui l'uccisione non avrebbe risvolti politici e religiosi”.
GRUPPO ISLAMISTA. Neppure la constatazione che l'assassinio di mons. Padovese giungeva a poche ore dal massacro di pacifisti turchi compiuto da Israele ha indotto il Vaticano a sospettare un qualche sciagurato collegamento e, dunque, la matrice religiosa. In nome dell'ecumenismo si è preferito sposare subito la tesi dell'improvviso impazzimento dell'autista mussulmano, fornendo anche informazioni errate al Papa. Ma dall’agenzia di stampa del Pime, il Pontificio istituto delle missioni estere, arriva la sconvolgente versione dei fatti: un delitto compiuto non da un folle ma dal membro di un gruppo islamista, che ora cerca incredibilmente di scagionarsi sostenendo senza pudore di essersi difeso da un'aggressione sessuale compiuta dal vescovo ucciso.
DECAPITAZIONE ISLAMICA. Dall’autopsia sul corpo del vicario apostolico 63 anni, emergono “nuovi e agghiaccianti particolari”. “Mons. Padovese – rivela AsiaNews - presentava coltellate in tutto il corpo, ma soprattutto dalla parte del cuore (almeno 8). La testa era quasi completamente staccato dal tronco, attaccata al corpo solo con la pelle della parte posteriore del collo”. I testimoni hanno poi rivelato che, subito dopo il delitto l'assassino si è messo ad urlare: “Ho ammazzato il grande satana! Allah Akbar!”. Grido che si lancia a corredo di una decapitazione nell'odioso rituale mussulmano. Ma in Vaticano qualche ecumenico prelato ha voluto chiudersi occhi e orecchie.





